La ripresa della scuola

 

 

Cesare: Oddio, a dir la verità in Ticino, ai miei tempi, le scuole riprendevano quasi alla metà di settembre e a partire dal giorno del mio compleanno — vale a dire dal 1° settembre —  iniziavo a prepararmi senza però dirlo a nessuno per non fare la figura del secchione. Cominciavo ad interessarmi per esempio se c'erano nuovi compagni o se la maestra era sempre la stessa.  Dopo più di due mesi di vacanze c'era la voglia di rivedere i compagni di scuola e di scoprire quali erano le nuove mode scolastiche.

 

Quando frequentavo le scuole elementari c'era anche l'obbligo del grembiule e quindi nessuno poteva mettere in mostra gli acquisti dell'estate. La concorrenza a scuola si esprimeva più che altro con i diari e gli astucci. Ricordo per esempio che nella mia classe Michele, ogni anno, si presentava con un astuccio sempre più grande. Il primo anno era a due piani, il secondo a tre e infine a fisarmonica; era un modello che se veniva aperto completamente offriva un arsenale scolastico che iniziava da goniometro e compasso e finiva con 32 matite colorate. E per te, Elisa, come era il ritorno a scuola?

 

Elisa: Mah, guarda, per me era sempre una sofferenza perché dovevo rientrare dall'Italia molto prima degli altri. Nella Svizzera tedesca le scuole riprendono più o meno a Ferragosto; proprio nel periodo di vacanze per eccellenza in Italia e io dovevo salutare in tutta fretta i nonni e tutti gli amici della piazza per rientrare e ritornare a scuola. Nel frattempo loro potevano godersi ancora un mese di giochi, chiacchiere e gelati. Poi però mi rifacevo perché in ottobre avevo già due settimane di vacanze.

 

Cesare: Sì, certo cara Elisa. Racconta però ai nostri ascoltatori cosa facevi durante le vacanze autunnali?

 

Elisa: Beh, ritornavo in Italia e siccome tutti i miei cugini e gli amici non avevano vacanza in ottobre andavo con loro a scuola!  E poi li aiutavo a fare i compiti di tedesco per poi uscire a giocare il più presto possibile.

 

Oggi, comunque, con due bambini la riapertura delle scuole comporta un periodo di coordinamento delle agende e degli appuntamenti impressionante. In un orario settimanale occorre inserire tutta una serie di attività e di impegni extrascolastici come ad esempio il corso di chitarra classica di Ilaria, il corso di chitarra elettrica di Dario, gli allenamenti di calcio di Cesare, l'ora di religione ecc.. Le prime due settimane di scuola rappresentano per la maggior parte delle mamme un lavoro da segretaria degno di una top manager! E non dobbiamo dimenticare che bisogna inoltre motivare i bambini a riprendere la via della scuola.

 

Cesare: Forse per la motivazione bisognerebbe spiegare loro che in fondo le giornate a scuola sono un periodo di riposo, almeno da un punto di vista etimologico. La parola scuola trae infatti origine dal greco scholé, che vuol dire "riposo". Questo per il semplice fatto che gli uomini erano destinati alle armi o all'agricoltura. Perciò quei pochi momenti liberi che potevano dedicare all'esercizio della mente sembrava loro un riposo piacevole.

 

Elisa: Ecco perché tanti alunni a scuola si addormentano… Per la ripresa dei corsi, Cesare, che ne dici se propongo l'articolo apparso sul Corriere della sera qualche giorno fa che parlava di divieti dell'estate 2008. Pare, infatti, che l'estate 2008 sarà ricordata per i numerosi divieti, alcuni addirittura molto strani.  Qualche esempio?  "Vietato rinfrescarsi nelle fontane pubbliche" o "dare da mangiare ai piccioni " un divieto fotografato, tra l'altro, più volte da nostra figlia a Venezia. Poi "sono proibiti i massaggi da personale ambulante" come ho sperimentato di persona quando a metà del massaggio un poliziotto locale ha prelevato di forza la mia massaggiatrice cinese, oppure "in alcune località è addirittura proibito costruire castelli di sabbia perché ostruiscono il passaggio ai bagnanti".

 

Cesare: Questa mi sembra veramente il massimo, una volta si facevano i concorsi per il castello più bello e adesso cosa fanno i sindaci del nuovo governo?

 

Elisa: Calmati Cesare. Tanto tu stai sempre sotto l'ombrellone a leggere!

A proposito hai notato che Fabio Volo continua ad essere in testa alle classifiche di vendita?

 

Cesare: Sì, l'ho visto… comunque lo sai che questo genere di libri leggeri e a tratti banali non mi piacciono. Cari ascoltatori, vi segnalo piuttosto un giovane torinese laureato in fisica: Paolo Giordano. Il suo primo romanzo La solitudine dei numeri primi ha vinto il Premio Strega e il Premio Campiello opera prima 2008. Il libro narra la storia di Alice e Mattia, due giovani che da ragazzini hanno vissuto episodi che hanno segnato la loro vita. I due protagonisti frequentano la stessa scuola, si incontrano ad una festa e si scoprono simili. Tuttavia, come quei numeri speciali che i matematici chiamano primi gemelli, sono divisi e non potranno mai toccarsi davvero. Il libro, che alterna momenti duri a scene emozionanti, cresce pagina dopo pagina per poi esplodere in un finale.

 

Elisa: Va bene, Cesare, basta così. Non vorrai togliere il piacere della lettura ai nostri ascoltatori…. Anzi, se qualcuno ha già letto La solitudine dei numeri primi o vuole segnalarci una lettura lo può fare, scrivendoci un messaggio.

 

Cari ascoltatori, la fine di agosto e la ripresa delle scuole è anche un po' — come avrete notato dai discorsi —  il capitolo finale dell'estate.

 

Come sempre al rientro in Svizzera il caldo non è più lo stesso, se in Italia "la pioggia d'agosto rinfresca il bosco", in Svizzera la pioggia d'agosto rinfresca definitivamente anche il lago. Le ore di sole diminuiscono, si comincia a calcolare se è valsa la pena fare l'abbonamento stagionale in piscina o se era meglio pagare le singole entrate ed infine si comincia a temere per le varie feste all'aperto.

 

Cesare: Eh sì, per noi la fine delle vacanze è sinonimo di festa del quartiere. Un evento che ci permette di rivedere tutti i vicini di casa e gli amici del quartiere prima della ripresa delle scuole. La festa del nostro quartiere propone, tra l'altro, numerose bancarelle per gli ultimi acquisti estivi e diversi tendoni gestiti dalle associazioni locali con bar e specialità culinarie. Particolarmente apprezzato è per esempio, il risotto cucinato ogni anno da una cuoca ticinese. Marisa è diventata nel frattempo molto conosciuta nel quartiere.

 

Elisa: Infine, fra qualche giorno la mia dolce metà avrà il compleanno…. ma, come potete immaginare, non posso svelarvi ora i miei progetti, anche perché non dipende solo da me.

 

Cesare: Peccato. Comunque di solito fare un regalo a un uomo è molto più facile e non si deve correre a destra e a sinistra per tutta la città.

 

Elisa: Difficile! Perché voi uomini appena avete bisogno di qualcosa lo comprate subito senza aspettare. E poi non mi dire che per il mio compleanno hai girato tutta la città.

 

Cesare: Beh, quest'anno devo dire che mi è andata abastanza bene, anche perché non è poi stato così complicato. Elisa, davanti a una stupenda borsa di pelle era molto titubante sull'acquisto, non tanto sulla bellezza della borsa quanto per il prezzo. A quel punto, con una mano sul cuore e una sul portafoglio, ho esaudito un suo desiderio.

 

Elisa: È vero. Cesare quando fai regali sei sempre molto generoso.

 

Cesare: Grazie Elisa.

 

©podclub

 

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