La giungla dei diveti

 

 

Elisa: Siamo passati dal Vietato vietare degli anni 70 ad una serie infinita di divieti. Dal divieto di imbrattare i muri (ma quando mai è stato possibile) al divieto di contattare una prostituta soprattutto su strade con traffico intenso.

 

Cesare: Cari ascoltatori, non spaventatevi. Non vogliamo certamente iniziare una discussione sociologica sul perché i giovani fanno i graffiti o sulle ragioni che spingono gli uomini ad avvicinarsi alle prostitute. Quello che vi proponiamo sono in particolare le reazioni e le scuse di chi viene preso in flagrante.

 

Elisa: Eh sì, gli Italiani hanno veramente una grande fantasia e questo già da giovani.

 

Cesare: Stai pensando al mio alunno Gabriele?! Lui quando è stato preso dalla polizia a imbrattare i muri per scusarsi ha detto: —  Beh, io sono di Sprai — ten — bach (una cittadina vicino a Zurigo) e quindi pensavo che qui si potesse usare lo spray! -.

 

Elisa: Bellissima scusa. Ma passiamo alle scuse dei maggiorenni appena raccolte in un articolo di giornale. Il provvedimento per togliere la prostituzione dalle strade — è bene ricordarlo — colpisce anche i clienti.

 

Cesare: Tanti uomini quindi per evitare una multa fino a 200 Euro cercano le scuse più improbabili. — Ho chiesto solo un'informazione e non pensavo affatto che questa signora fosse una prostituta. — Pensavo fosse mia cugina — Assomigliava a una mia vecchia compagna di scuola -.

 

Elisa: — Volevo solo sapere dove è Piazza Dante -. Mi ero perso con la macchina e volevo ritornare a casa -. — Ma io cosa c'entro, sono loro che mi hanno fatto le domande. — Insomma, uno scusario di tutto rispetto che secondo me verrà presto pubblicato.

 

Cesare: Un po' come ha fatto Barbara Bonanni. Agente della Polizia stradale, Barbara Bonanni ha raccolto e pubblicato le giustificazioni più divertenti degli automobilisti e dei motociclisti indisciplinati.

 

Elisa: Anche in questo caso vale la pena fare qualche esempio. — Oggi non ho allacciato la cintura di sicurezza perché ho mangiato troppo e non riesco nemmeno ad allacciare la cintura dei pantaloni. —

 

Cesare: Sentite poi le scuse dei motociclisti fermati senza casco. — Sono in ritardo al mio matrimonio. — Sono appena uscito dal parrucchiere. —  E per finire: — Ho le orecchie a sventola! —

 

Elisa: Comunque, e questo mi sembra un fatto importante, il ricavato delle vendite del libro andrà in beneficenza alle persone handicappate, vittime di incidenti stradali.

 

Cesare: Sì, questa sembra anche a me un'iniziativa ammirevole.

 

Elisa: In questa giungla di divieti gli italiani hanno però anche reagito. È il caso di Trenitalia. Il nuovo regolamento avrebbe proibito l'accesso alle carrozze a tutti gli animali domestici che pesano più di sei chili.

 

Cesare: Insomma, sui treni solo canarini e gattini.

 

Elisa: Sì, ma per fortuna c'è stata la reazione dei viaggiatori. Centinaia di messaggi su vari blog e una manifestazione di disubbidienza civile. Niente scuse e provvedimento bloccato.

 

Cesare: Certo che negli ultimi tempi ci sono stati davvero tante nuove proibizioni in Italia. Tutto è iniziato nel 2005 con il divieto di fumo, appena votato tra l'altro anche in diversi Cantoni della Svizzera, e poi…

 

Elisa: Vorresti dire che anche in Svizzera fra qualche anno avremo tutti questi divieti? Non credo e poi il divieto di fumo mi sembra più che giusto.

 

Cesare: Ma sì, non voglio dire questo. Semplicemente ogni volta che introducono un divieto mi sento sempre più limitato e controllato. E poi mi sembra che ultimamente i fumatori siano il capro espiatorio di tutti i mali.

 

Elisa: Ci voleva un "vietato fumare" chiaro e forte.

 

Cesare: "Grazie di non fumare" era troppo poco, anche da un punto di vista della traduzione. In italiano non si dice così, si preferisce "vietato fumare". È più dignitoso.

 

Elisa: Beh, dai almeno "Grazie di non fumare" non passava inosservato e c'era sempre qualcuno che aveva qualcosa da ridire.

 

Cesare: Ho capito, forse è meglio cambiare argomento.

 

Elisa: Nuovo argomento e nuova rubrica. Cari ascoltatori, da questa puntata vi proporremo alcuni consigli per la lettura, anche per soddisfare le vostre richieste.

 

Cesare: Per iniziare ci concentreremo su quei libri che hanno poi avuto un seguito cinematografico. La prima proposta è: Sostiene Pereira di Tabucchi. Un libro facile da leggere, ma con un messaggio forte: il coraggio di combattere le ingiustizie.

 

Elisa: E nel film c'è uno splendido Marcello Mastroianni in una delle sue ultime interpretazioni. Per passare poi ai libri e ai film ancora più recenti ci sarebbe "Io non ho paura" di Niccolò Ammaniti. Il libro narra la storia di un sequestro di un bambino raccontata dalla prospettiva di un ragazzino. La scrittura risulta quindi facile da seguire e frasi corte.

 

Cesare: Il film poi non è male e il regista è uno dei miei preferiti: Gabriele Salvatores.

 

Elisa: Un film che invece ha deluso le attese è "Caos calmo".

 

Cesare: Anche il libro, secondo me, non diventerà un classico. Ha sì qualche spunte interessante, ma è troppo lungo. Si fa fatica a finirlo.

 

Elisa: Per concludere con la stretta attualità vi segnaliamo che in questi giorni è in cartellone "Gomorra". Un film basato sul best-seller di Roberto Saviano.

 

Cesare: Il libro e il film presentano diversi aspetti della camorra napoletana. Il libro, a dir la verità, risulta un po' troppo denso di date e nomi.

 

Elisa: Quindi è forse meglio andare a vedere il film, anche se ci saranno molte scene violente.

 

Cesare: Il film ha già vinto diversi premi e sarà il film candidato italiano per l'Oscar 2009.

 

Elisa: Bene, speriamo di avervi dato qualche consiglio utile su come passare queste serate autunnali.

 

Cesare: E mi raccomando, se comprate un libro leggetelo.

 

Elisa: Ma Cesare cosa dici! Che considerazione hai del nostro pubblico.

 

Cesare: Dicevo così per invogliare alla lettura. Non come gli Inglesi che, stando ai risultati di una ricerca, spesso non concludono i libri o li comprano solo per decorazione.

 

Elisa: Sono sicura che non è il caso per i nostri ascoltatori.

 

Cesare: Anch'io. Comunque per essere sicuri potete lasciarci un commento sul libro che avete letto.

 

Elisa: Se non vedi non credi?!

 

Cesare: Sì, faccio un po' il San Tommaso che prima di credere alla risurrezione ha voluto toccare e vedere le ferite di Cristo.

 

©podclub

 

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