Mondiali di calcio

 

 

Vi interessa il calcio? Siete tifosi di qualche squadra in particolare? Io devo dire che il calcio non mi interessa per niente. Sono cresciuta in una famiglia a cui il calcio non interessava. L'unico vero grande tifoso era mio nonno che provava a fare appassionare noi nipoti, ma con scarso risultato. Infatti, mi ricordo, che mio nonno ogni tanto ci regalava qualche biglietto per andare allo stadio con lui, ma quasi nessuno ci voleva andare. Tutti noi trovavamo il calcio estremamente noioso. Ma i mondiali sono un'altra cosa.

 

Devo ammettere che durante i mondiali non mi perdo una partita dell'Italia. Ma perché? Che differenza c'è? Anche a voi succede con la squadra elvetica? Il vero motivo non lo so, ma so che si crea un'atmosfera particolare. In Italia, molte persone vanno in piazza a vedere la partita sui maxi schermi presenti un po' ovunque. Alcuni invece restano a casa, insieme agli amici, per guardare la partita seduti comodi sul divano. Le poche persone che decidono di non vedere la partita sono comunque costrette ad ascoltarla. Infatti, essendo estate, le finestre sono aperte e il volume delle televisioni è così alto che entra anche nelle case di chi la partita non la vede.

 

Mi piace sentire le persone che urlano felici quando l'Italia segna oppure sentire un grande NOOOO quando l'Italia tira in porta ma sul palo della porta. Mi piace molto e mi fa sentire una parte di un tutto. Forse è proprio questo che rende l'atmosfera dei mondiali particolare, il sentirsi parte di un gruppo unito e numeroso. Anche qui in Svizzera noi italiani ci ritroviamo insieme agli amici per vedere le partite: sono appuntamenti irrinunciabili. Ma qui non si sentono le televisioni a volume alto e non si sentono persone che urlano per la strada per esprimere la propria gioia per la vittoria della propria squadra.

 

A questo proposito mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate di una proposta di legge che era stata fatta all'inizio dei mondiali qui nella città di Zurigo. Avete sentito che la polizia aveva vietato ai bar e ai privati di mettere il televisore per strada per poter vedere la partita all'aperto? Cosa ne pensate? Non credete che avrebbe potuto rovinare un po' quell'atmosfera di gioia collettiva che è tipica dei mondiali? Comunque i mondiali sono quasi finiti e chiunque sarà il vincitore anche questa volta ho passato delle bellissime serate con i miei amici provando forti emozioni. Grazie Azzurri.

 

L'ultima volta vi avevo promesso che vi avrei parlato della mafia, perchè a questa parola viene spesso associata a l'Italia. Ma vorrei sottolineare che non tutti gli italiani sono mafiosi. La mafia ha tre nomi a seconda della regione di appartenenza: cosa nostra, camorra e 'ndrangheta. Così oggi vi spiego alcune differenze tra queste tre organizzazioni criminali. La mafia più famosa è nata in Sicilia. Si chiama cosa nostra e ha una struttura piramidale del potere. Inoltre questa mafia ha come caratteristica principale quella di tentare di allearsi e collaborare con i vari poteri politici locali.

 

La 'ndrangheta, invece, nasce in territorio calabrese e oggi è presente moltissimo in tutta Europa, specialmente in Germania. La maggiore attività dell'ndrangheta è il riciclaggio di soldi sporchi. La sua struttura è abbastanza compatta e unita. La camorra, invece, è un fenomeno della regione Campania e ha una struttura molto diversa dalle altre due organizzazioni criminali. Infatti non c'è una struttura così centralizzata. Al suo interno operano vari clan, varie famiglie, ognuna delle quali controlla una determinata attività criminale su una parte di territorio. È per questo motivo che ci sono molti morti in Campania per mano della camorra, perché le varie famiglie vogliono avere il controllo sulle altre e si combattono tra di loro.

 

L'Italia spesso viene associata all'immagine di queste tre organizzazioni criminali, ma vorrei dirvi che vi sono molte persone che cercano di combattere contro la mafia; vi sono molti scrittori e giornalisti che denunciano crimini e alleanze mafiose; vi sono molti giudici e magistrati che hanno perso la vita per denunciare e combattere contro di loro. Esiste anche un'Italia non corrotta e onesta.

 

Siamo arrivati al momento della rubrica le regioni d'Italia. Oggi, come vi avevo anticipato, parleremo della Calabria, una bellissima regione che offre ai turisti sia belle spiagge che boschi meravigliosi. Io sono stata in Calabria una volta sola tantissimi anni fa e devo dire che mi è successa una cosa molto curiosa. Era agosto e mia mamma aveva prenotato un volo e un appartamento in Calabria. Avevo così deciso di andare anche io per due settimane un po' al mare.

 

Ma non avendo trovato posto sull'aereo avevo deciso di prendere il treno da Milano a Lamezia Terme. Avevo viaggiato sola per tutta la notte su un treno affollato di gente che ritornava al sud a trovare i parenti. Verso mattina eravamo quasi arrivati finalmente e mano a mano che il treno procedeva si svuotava sempre di più. Verso la fine eravamo rimasti nel mio scompartimento solamente io e un ragazzo. Iniziammo così a parlare e mi raccontò che lui era calabrese.

 

Io allora gli chiesi: "Senti, visto che sei del posto, mi sapresti indicare come faccio ad arrivare dalla stazione dei treni all'aeroporto?", lì infatti sarebbe arrivata mia mamma in aereo. Il ragazzo, molto gentilmente, mi rispose che non c'era nessun mezzo pubblico; l'unica possibilità era prendere un taxi, ma anche quelli non sempre c'erano. Io ero un po' preoccupata perché non sapevo come arrivare da mia mamma. Il ragazzo mi disse che anche lui doveva andare all'aeroporto a prendere un suo parente che arrivava dall'estero e mi disse che la sua famiglia sarebbe arrivata in stazione a prenderlo. Mi offrì quindi un passaggio. Accettai, dimenticandomi di tutte le raccomandazioni di mia mamma: "non accettare passaggi dagli sconosciuti".

 

Scendemmo quindi dal treno e molto gentilmente mi offrì un caffè e un cornetto. Poi ci mettemmo fuori dalla stazione ad aspettare la sua famiglia. Vidi arrivare un piccolo furgoncino tutto colorato e vidi due grossi uomini dai capelli e baffi neri scendere da questa macchina. Abbracciarono il ragazzo del treno, il quale disse loro qualcosa in una lingua per me incomprensibile. Fu allora che i due uomini mi notarono mi strinsero la mano e mi dissero che non c'erano problemi che mi avrebbero portato loro all'aeroporto. Fu proprio in quel preciso momento che sentii di avere paura. Facevo bene a fidarmi? Il ragazzo mi aveva mentito quando mi aveva detto di essere calabrese perché in verità parlava una lingua che io non comprendevo.

 

Rimasi seduta su quel furgoncino per venti minuti mentre i tre uomini parlavano tra di loro, giranadosi ogni tanto a guardarmi. Finalmente vidi le indicazione per l'aeroporto e incominciai a rilassarmi e fu allora che ebbi il coraggio di chiedere loro che lingua parlassero: "Parliamo una lingua antica chiamata arbëreshë". — "Ma non siete italiani?" — "Si, certo, siamo italiani, ma parliamo la nostra lingua d'origine". Fu allora che mi spiegarono che attorno alla fine del 1500, per ragioni di guerra, una parte del popolo albanese decise di abbandonare la sua terra e di arrivare in territorio italiano per cercare rifugio.

 

Così fondarono delle comunità albanesi in Italia. In Calabria queste comunità esistono ancora oggi e hanno potuto conservare la loro lingua, i loro costumi, le loro tradizioni e la loro religione. Vi ho raccontato questa storia così se vi capita di andare in Calabria e di sentire delle persone che parlano una lingua incomprensibile, non pensate che non vi è servito niente studiar l'italiano; non capite niente perché parlano un albanese misto al greco.

 

©podclub

 

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