La parola “bufala”

 

 

Vi piace la pizza italiana? Appena uscita dal forno, cosi calda, profumata e con la mozzarella di bufala? Ma in Italia la parola “bufala” può avere un altro significato. In campo giornalistico si chiamano bufale. Ma nulla hanno a che vedere con gli animali. Sono notizie false che fanno male a chi le legge, e chi le produce. I giornalisti hanno regole morali e professionali da rispettare. I cittadini no.

 

Ma spesso la gente non si rende conto che una notizia falsa può creare i problemi. Esempio di una bufala. Su Facebook scrive una ragazza che un suo amico ha trovato in un ristorante cinese di un paesino in provincia di Pavia, un microchip di cane in un piatto, e per questo era dovuto andare in ospedale. Fa capire, dunque, che lì si mangia carne di cane.

 

E su Facebook si alimenta il discorso, con minacce da parte di chi vuole difendere gli animali. Ma tutto questo è falso, il titolare del ristorante cinese del paese ha dovuto presentare una denuncia ai carabinieri. I militari sono andati sul posto e hanno verificato che tutto era regolare. la donna che ha messo la notizia su facebook ha dovuto dire che ha inventato tutto.

 

E' un esempio di come basta uno scherzo per fare enormi danni a persone che non si conoscono neanche. Le reti sociali, con la loro velocità, non fanno altro che alimentare i danni di queste cattive informazioni. Di queste "bufale" che possono essere diffuse in diversi modi.

 

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