Invenzioni inutili

 

 

L'altro giorno stavo ascoltando una trasmissione alla radio, in cui si parlava di alcune invenzioni tecnologiche che riguardavano la cucina. Una in particolare ha attirato la mia attenzione: una tazzina da caffè. Vi chiederete forse quale novità possa mai nascondere una tazzina da caffè. In fondo ognuno di noi, quasi sicuramente, ne possiede almeno una in cucina. Ma questa tazzina è un po' speciale. Tra la parte interna e la parte esterna della tazzina è contenuto un gel speciale, adatto a mantenere la temperatura ottimale del caffè. Gli esperti dicono che la temperatura ideale per bere il caffè è di 59 gradi.

 

Ma quante volte ci capita di versarci il caffè nella tazzina e non fare in tempo a berlo perché suona il telefono o un bambino piange? Con questa tazzina non ci sono problemi. Basta versare il caffè e la tazza, attraverso questo gel speciale, è in grado di raffreddare il caffè se è troppo caldo e portarlo alla temperatura ideale e, una volta raggiunta, di mantenerla per trenta minuti. Cosa ne pensate? Vi piacerebbe averne una?

 

Curiosando in internet ho scoperto che d'invenzioni inutili, ma divertenti ce ne sono tantissime. Una riguarda proprio la Svizzera. È stato inventato un bagno pubblico, di quelli che si trovano in strada, che al posto delle normali pareti ha degli specchi particolari. Infatti, la gente che passa all'esterno non può vedere assolutamente niente dell'interno del bagno. Ma chi si siede comodamente sul wc può vedere la strada, come se non ci fossero le pareti. Mah, non credo che ci entrerei, mi sentirei troppo a disagio.

 

Un'ultima invenzione di cui parliamo potrebbe essere utile a qualche pendolare. In Giappone hanno inventato un casco, nella cui parte posteriore, è attaccata una ventosa. In questo modo il viaggiatore a cui viene sonno può mettersi il casco in testa e attaccare il casco con la ventosa al sedile del treno. Grazie a questo casco si evitano quei movimenti fastidiosi della testa che svegliano in continuazione il viaggiatore assonnato. Ma se ci si addormenta profondamente, non si corre forse il rischio di saltare la fermata?

 

I giapponesi hanno pensato anche a questo. Nella parte anteriore del casco hanno attaccato un foglietto su cui si può scrivere il nome della fermata e chiedere gentilmente ai passeggeri vicini di svegliarli quando arriva la loro fermata. Vi consiglio di navigare un po' su internet e scoprirete quante altre invenzioni curiose e divertenti esistono. Io mi sono fatta quattro risate.

 

La scorsa domenica ho accompagnato mio marito in aeroporto e poi, visto che era presto, ho deciso di andare a comprare il latte al supermercato dell'aeroporto. Sono quindi scesa nella zona dei negozi dell'aeroporto di Zurigo. Sono rimasta impressionata dalla quantità di gente che curiosava per negozi. Il supermercato, in particolare, era pienissimo di persone. Tutte le casse erano aperte e c'era una fila di almeno venti persone per cassa. Mi sono chiesta ancora una volta come mai la città di Zurigo, in particolare, e la Svizzera in generale abbia deciso per la chiusura domenicale dei negozi.

 

Perché se le persone sono contrarie all'apertura dei negozi poi si affollano nell'unico supermercato aperto? Non sarebbe più facile aprirne altri? Voi cosa ne pensate? Una volta ho chiesto a dei miei studenti svizzeri che cosa ne pensassero e quasi tutti erano contrari all'apertura dei negozi. Mi dicevano che la domenica è una giornata di riposo e quindi anche i negozianti hanno diritto di riposarsi e di stare con la loro famiglia. Mi sembra una motivazione molto giusta, ma poi penso che ci sono anche molti disoccupati a cui poter offrire un posto di lavoro. In fondo se così tante persone vanno in aeroporto a comprare al supermercato, vuole dire che tutte queste persone andrebbero anche nel supermercato aperto di zona.

 

In Italia molti anni fa era come qui in Svizzera. La domenica era tutto rigorosamente chiuso. Adesso invece ogni zona ha un supermercato aperto. Poi alcune librerie sono aperte e si può andare a comprare dei libri e magari poi sedersi alla caffetteria della libreria e bere un caffè mentre si legge il libro appena comprato. A me piace avere i negozi aperti di domenica perché la città sembra più viva. A me non piace passeggiare di domenica per le strade deserte e silenziose delle città. Mi fanno diventare sempre molto triste. Mi piacerebbe sentire la vostra opinione e magari, attraverso i vostri commenti, potrei anche imparare a vedere le cose diversamente.

 

Ma eccoci finalmente arrivati allo spazio dedicato alle regioni e alle città italiane. Oggi, come promesso, parleremo di Venezia, una città veramente speciale. Venezia è una città antichissima che ha un fascino particolare. Infatti, il centro storico della città sorge su un'isola in cui non ci sono macchine, ma solo vaporetti che navigano sui canali. Quindi camminare o prendere il vaporetto sono gli unici due modi per visitare la città.

 

Una curiosità su Venezia è il fenomeno dell'acqua alta, che colpisce la città soprattutto in autunno e in primavera. In pratica le maree e un vento particolare spingono la massa d'acqua in direzione della città fino a ricoprire le sue strade completamente. La gente del posto viene avvisata in anticipo dell'arrivo dell'acqua alta tramite delle sirene. Poi la città predispone delle assi di legno sui cui poter camminare per spostarsi visto che l'acqua può arrivare fino anche oltre un metro. Io sono stata una volta a Venezia con l'acqua alta e devo dire che è un'esperienza unica, poter camminare su queste assi di legno e vedere tutto intorno solo acqua. Meraviglioso.

 

Se decidete di andare a Venezia e non ci siete mai stati, ricordatevi che le strade e le piazze non esistono, ma esistono solo calli e campi. Ovvero le strade a Venezia si chiamano calli e le piazze si chiamano campi. Se qualcuno di voi non ha tempo di andare a Venezia, potrebbe sempre visitare il sito www.veniceconnected.it, nel quale è possibile fare un tour virtuale per la città. È molto divertente, sembra di camminare veramente per la città.

 

Ma Venezia, oltre ad essere meravigliosa, per me ha anche un altro significato: è la città in cui ho fatto la mia luna di miele. Infatti, io e mio marito avevamo solamente pochi giorni di vacanza per la nostra luna di miele e visto che lui non era mai stato a Venezia abbiamo deciso di passare lì tre giorni. Mi ricordo ancora il momento in cui siamo arrivati. Era mezzanotte passata e io ero ancora vestita da sposa. Siamo arrivati alla stazione di Santa Lucia e il vaporetto era appena passato. Abbiamo così deciso di camminare fino all'albergo per le calli di Venezia. Noi due vestiti elegantissimi per delle calli deserte accompagnati dal solo rumore dei nostri passi. È stato tutto così romantico. Indimenticabile.

 

©podclub

 

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