Gli italiani in spiaggia

 

 

In questi ultimi giorni in cui incomincia a fare caldo e ho iniziato a portare i bambini in piscina, mi sono ritornati in mente alcuni ricordi della mia infanzia, di quando mia mamma ci portava al mare. Io, come è naturale, tendo a comportarmi come si comportava mia mamma, e questo rende i miei bambini diversi dagli altri bambini svizzeri. I miei genitori, dopo pranzo, calcolavano esattamente il tempo che sarebbe dovuto passare prima di poter rientrare nell'acqua. Era assolutamente vietato, per noi, anche solo mettere la punta del piede nell'acqua prima di tre ore.

 

Ricordo ancora le innumerevoli domande: "Papà, se ho mangiato solo la pasta, quanto tempo ci vuole prima di digerirla?" Mio papà fingeva calcoli strani e serio rispondeva: "Due ore e trentaquattro minuti". Allora io e mio fratello calcolavamo esattamente il tempo e aspettavamo pazientemente in riva al mare correndo via alla prima onda. Naturalmente per noi era anche un gioco, ma i miei genitori, e tutti gli italiani in generale, sono convinti che non si possa fare il bagno subito dopo pranzo. Qualcuno di voi, magari sorriderà, ma io ancora oggi non entro nell'acqua se non sono passate due ore.

 

Questo vale anche per i miei figli, che pazientemente aspettano, lamentandosi perché sono gli unici in piscina ad avere questo divieto. Vedo, invece, che in Svizzera i bambini mangiano e poi tranquillamente si tuffano in acqua. Un'altra differenza che si nota al mare è il modo di vestirsi. L'anno scorso, infatti, sono andata al mare con una mia amica italiana che non è mai venuta d'estate qui in Svizzera. Il primo giorno sulla spiaggia c'erano tre famiglie svizzere vicino a noi. La mia amica ha guardato i bambini e poi mi ha detto: "Ma che cosa hanno i bambini? perché hanno addosso una muta?"

 

La mia amica si riferiva naturalmente al costume da bagno che va di moda qui in Svizzera per i bambini; mi riferisco a quel costume da bagno in lycra che copre gran parte del corpo del bambino. In Italia i bambini in spiaggia indossano solo un costume da bagno perché noi italiani pensiamo che se protetti dalla crema solare il sole faccia bene alle ossa.

 

Se lasciamo la spiaggia e il mare, ci sono altri piccoli comportamenti che distinguono gli italiani dagli svizzeri. Cosa prendete da bere se mangiate una pizza? Cosa ordinate prima della pizza? Cosa ordinate da bere dopo una pizza? Cosa rispondereste? Probabilmente ordinereste una bella insalata mista prima di mangiare la pizza; poi ordinereste un bicchiere di vino rosso per accompagnare la pizza e finireste la cena con un buon cappuccino. In Italia una tale abitudine risulterebbe proprio strana.

 

Gli italiani, quando vanno in pizzeria, ordinano sempre solo la pizza e mai un'insalata. Inoltre non ordinano mai un bicchiere di vino insieme alla pizza. Noi italiani beviamo o la birra o un'altra bevanda senza alcool. Inoltre alla fine del pasto ordiniamo un caffè e mai un cappuccino. Il cappuccino lo beviamo solo a colazione. Poi quando si chiede il conto, sorge un problema: come si fa a pagare? Ognuno paga per quello che ha preso o si divide? Noi italiani abbiamo l'usanza di divedere il conto.

 

Non amiamo calcolare che cosa ha preso ognuno. Per non parlare poi del caffè. Per esempio se siete in Italia e siete andati al bar a bere un caffè con due vostri amici, che cosa fate alla fine? Pagate solo per il vostro caffè? In Italia se si va al bar e si prende solo un caffè, quasi nessuno paga solo per sé, ma generalmente si offre anche agli altri. È usanza comune che il caffè si offra agli amici. Quasi nessuno paga solo per il proprio caffè.

 

La scorsa settimana sono stata invitata da alcuni amici qui in Svizzera. Io e mio marito abbiamo portato una bottiglia di vino e dei cioccolatini. I miei amici erano molto contenti e ci hanno ringraziato, ma al momento di aprire il vino hanno aperto il loro vino e non il nostro che era stato già messo via. Poi al momento del dessert hanno portato in tavola la torta che la mia amica aveva preparato e i nostri cioccolatini sono rimasti chiusi nella scatola in cucina.

 

Devo dire che da italiana ci sono rimasta veramente molto male. In Italia abbiamo l'usanza di dimostrare che abbiamo apprezzato il regalo aprendolo subito e condivdendolo con gli amici. Ho pensato, all'inizio, che i miei amici non avessero gradito quello che gli avevamo portato, ma poi ho pensato che fosse un'usanza svizzera. Ho pensato a come diverse usanze possono essere fraintese. Mi sono messa a ridere e ho imparato un'usanza diversa. In fondo, paese che vai usanza che trovi.

 

Dovete sapere che io insegno in un liceo italiano e da oggi sono in vacanza per tre mesi. Infatti in Italia il sistema scolastico è diverso per quanto riguarda le vacanze. Gli alunni italiani hanno praticamente tre mesi di vacanze. La scuola finisce a metà giugno e riinizia verso metà settembre. Sono vacanze lunghissime. Questo riguarda tutti, alunni di ogni età dalle elementari fino al liceo. Queste vacanze sono molto importanti dal punto di vista dello sviluppo sociale dei ragazzi.

 

È generalmente il periodo in cui si cresce più velocemente. Per gli adolescenti è il periodo delle prime cotte; il periodo del primo bacio. Quasi tutte le mie studentesse a settembre ritorneranno innamorate con il cuore spezzato. I miei ricordi più belli sono legati alle vacanze estive. Mi ricordo che passavamo giugno e luglio, a parte due settimane in cui andavamo al mare, nella nostra casa in campagna insieme alla mia nonna. Eravamo tutti noi cugini con la mia nonna.

 

Ci divertivamo tutto il giorno a inventare nuovi giochi, ad arrampicarci sugli alberi e a catturare le lucertole. Mia nonna ogni sera decideva chi di noi sei bambini aveva il permesso di dormire con lei. Chi si era comportato bene, aveva questo privilegio. Tutti noi volevamo dormire con lei perché lei dormiva nel letto matrimoniale, mentre noi bambini usavamo un letto per due.

 

Mi ricordo che io dormivo con mio cugino e ogni sera era una lotta. Se si riusciva a dormire con mia nonna, invece, potevamo dormire larghi e ascoltare una storia prima di addormentarci. I giorni passavano velocemente e improvvisamente arrivava agosto, il mese in cui andavamo in montagna, ancora tutti insieme, ma con i nostri genitori. Era il mese in cui dovevamo fare i compiti.

 

La regione di cui oggi vi vorrei parlare è la Val d'Aosta, una piccola regione al nord d'Italia al confine con la Francia e la Svizzera. È una regione quasi completamente montuosa, ma che tra la primavera e l'autunno è ricca di sagre, feste e tradizioni. Una delle più conosciute è la battaglia delle mucche. La tradizione vuole che alla fine dell'estate le mucche gravide combattano con le corna per decretare chi sia la più forte. Le mucche si scontrano a due a due e vince chi riesce a buttare fuori dal campo l'altra mucca. Lo spettacolo non è cruento ed è molto folcloristico.

 

Un'altra usanza di questa regione è l'accensione dei fuochi intorno al solstizio d'estate. In tutta la regione, infatti tra il 24 giugno e il 29 giugno, i vari paesi raccolgono legna e paglia e preparano un grande falò. La popolazione del villaggio si ritrova davanti al fuoco a chiacchierare e a bere. È un rito propiziatorio per avere una stagione fertile. Se qualcuno di voi ha in mente di andare in Val d'Aosta, potrebbe andare ai vari uffici del turismo e chiedere un calendario delle varie feste e sagre presenti nella regione. Le sagre sono una buonissima occasione per assaggiare i prodotti tipici valdostani, come la fontina, la polenta e la brossa.

 

©podclub

 

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